Dall'idea alla realizzazione di un progetto: cos'è un "Incubatore"

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Ciao ragazzi,

questo articolo è leggermente diverso rispetto a tutti gli altri, meno tecnico e più di concetto, che però tratta un aspetto fondamentale nella realizzazione di un qualsiasi progetto partendo da una situazione molto comune a tutti: il nulla. O meglio, una supermegafantasmagorica idea che già nella vostra testa e nella vostra immaginazione vi ha reso pluri-miliardari.

Però questi soldi sono solo nella vostra testa (per il momento) e c'è bisogno di fare quel passo in più per iniziare a rendere il tutto un po' più concreto ("Tra il dire e il fare...").

Bene, da dove cominciare? Sembra facile, vi renderete conto dopo un po' di analisi della situazione che avete bisogno di strumenti, spazi fisici, tempo, risorse varie, competenze, soldi da investire, ecc...quanta roba!

Per fortuna esistono dei programmi aziendali, chiamati Incubatori, gestiti e sponsorizzati da società pubbliche e/o enti privati, che hanno proprio il compito di far sviluppare queste idee, queste innovazioni, all'interno di un ambiente protetto ed adatto in modo da accompagnare la loro evoluzione fino al momento del rilascio vero e proprio, fino alla messa sul mercato.

CaptureIl simbolo dell'Incubatore è infatti l'uovo: pensateci bene, il pulcino (=la vostra idea) si sviluppa e cresce all'interno di questo guscio che lo protegge dalle intemperie esterne fino a quando ormai la "creatura" è pronta e può finalmente mostrarsi al mondo, rompendo il guscio circostante. Non c'è spiegazione più semplice ed esplicativa di questa.

Per l'occasione, vorrei sfruttare una mia esperienza diretta che ho avuto la fortuna di provare nell'estate del 2014, per la precisione uno stage di 3 mesi organizzato da una nota azienda di servizi informatici.

Per farvi capire, insieme ad altri 4 ragazzi coetanei sconosciuti siamo partiti da una situazione di zero assoluto ("Pensate ad un'idea e fatela" - "E adesso che facciamo?") alla realizzazione di un prototipo funzionante presentato davanti ad una platea composta da rappresentanti dell'azienda e tantissimi altri ragazzi provenienti da tutta Europa che avevano partecipato allo stesso nostro programma (nelle varie sedi, ovviamente). Il tutto in meno di 3 mesi.

FASE 1 - Quale idea?Capture2

[Magari chi ce l'ha già in mente può saltare questo passaggio] Noi siamo partiti letteralmente dalla famosa "carta bianca", anzi, per la precisione da una parete bianca, e credetemi, è veramente difficile cercare un'idea, un'innovazione, senza avere particolari suggerimenti o senza avere in mente particolari problematiche che devono essere risolte. Su consiglio di un nostro Tutor (*dlin-dlon* - Incubatore - ambiente protetto - risorse - competenze...) abbiamo iniziato quindi ad attaccare su questa parete tanti post-it con sopra scritto qualsiasi cosa, qualsiasi idea, anche la più scema e stupida: lampante è l'esempio "Come faccio ad arrivare sulla Luna? Costruisco una scala lunghissima!" - idea stupidissima ed irrealizzabile, ma è pur sempre un'idea, che magari associata ad un altro post-it presente sulla famosa parete può far scattare un qualcosa, tipo effetto domino, che può portarvi sulla giusta strada.

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Esempio di idea "stupida": il butter-stick!

Bene, a questo punto la nostra parete è piena di post-it colorati. Adesso inizia la fase di analisi: raggruppiamo idee simili o riguardanti lo stesso argomento, togliamo quelle che davvero non ci interessano o sono davvero stupide (povera scala lunghissima...) e così via, fino ad ottenere 4 o 5 gruppi ben definiti. E' già un passo notevole in avanti, non vi pare?

La fase successiva è quella un po' più noiosa, però altrettanto necessaria, ed è quella di analisi approfondita insieme ai nostri tutor (o comunque persone più esperte del settore) di ognuno di questi gruppi che si sono formati per poter arrivare ad un'idea ben definita, modellando i suggerimenti, limando i dettagli, valutando i possibili impatti economici e rendendosi conto di quanto effettivamente questa innovazione sia utile per il mondo esterno (è facilissimo cascare in tentazioni che portano alla realizzazione di oggetti e sviluppi veramente inutili e senza senso). Noi poi avevamo anche da tenere in considerazione il limitato tempo a disposizione (ormai praticamente poco più di 2 mesi).

Finita questa fase però avete finalmente la vostra idea da poter sviluppare! Yuhuu! Al lavoro!

FASE 2 - Cosa ci serve?

Una volta definita l'idea, entra in gioco lo studio delle risorse necessarie: di cosa abbiamo bisogno? Quali tecnologie? Quali competenze? Chi ci può aiutare?

TA-DAAAN: Incubatore is your friend!

Qui entra in gioco il nostro "amico", il nostro guscio: noi per esempio abbiamo realizzato una applicazione che doveva reggersi su un servizio web che gestisse le notifiche push sul cellulare, insieme a delle infrastrutture software e hardware che comprendevano l'utilizzo del Raspberry Pi e della tecnologia NFC/RFID. Tutto questo è stato reso possibile grazie all'ambiente che ci circondava e all'aiuto delle persone esterne facenti parte dell'Incubatore (tutor, rappresentanti d'azienda, esperti del settore, ecc...), che ci consigliavano su quali tecnologie usare, sulla strada da seguire e ci mettevano a disposizione tutto l'occorrente che necessitavamo (ovviamente nel limite del possibile, chiedere un reattore nucleare forse non è il caso...).

FASE 3 - All'opera!

A questo punto c'è la fase della realizzazione vera e propria, dove ognuno di noi(voi) deve sfruttare le proprie abilità per dare il contributo necessario. Nello specifico, noi eravamo in 5, di cui 3 programmatori, 1 ragazza esperta di user experience e 1 ragazzo che aveva studiato economia. Quindi riuscivamo a coprire molti aspetti relativi alla realtà che circondava la nostra idea: dalla scrittura di codice si passava all'analisi dell'usabilità di alcune funzionalità e all'analisi economica e dell'impatto che poteva avere sul mercato.

Quindi:incubatore (1)

  • Progettazione e sviluppo (grafica, interfaccia, backend, script Raspberry Pi, app mobile...)
  • Analisi di mercato (marketing, analisi di mercato, come guadagnare? ecc...)
  • Sincronizzazione (confronti quotidiani con il team, demo settimanali con i tutor, ecc...)

Quest'ultimo punto è fondamentale: il continuo confronto, le continue discussioni costruttive sia fra di noi che con i tutor e/o persone esterne ci hanno permesso di rimanere sempre concentrati sull'obbiettivo e ci hanno permesso di poter risolvere le numerose problematiche che ovviamente compaiono in queste situazioni.

FASE 4 - Ci siamo!

Alla fine ce l'abbiamo fatta, in meno di 3 mesi siamo riusciti a portare questo benedetto prototipo funzionante al meeting!

Spesso ci chiediamo come hanno fatto i vari innovatori del nostro tempo a realizzare le loro fortune partendo da zero, soprattutto quando sentiamo parlare di "Start-up" et similia...e vorremmo in qualche modo imitarli. Magari alcuni di loro non hanno avuto modo di sfruttare un Incubatore aziendale, ma sicuramente il concetto che vuole rappresentare, cioè la creazione di un ambiente protetto e adatto per lo sviluppo della vostra idea, è assolutamente la strada migliore per poter arrivare fino in fondo, praticamente una "condizione necessaria" (ma non sufficiente, mi raccomando...) per poter iniziare a sognare.

Noi ci siamo riusciti in soli 3 mesi. Voi? 😀

Paolo Gerini

Umpa Lumpa della scienza, studente a tempo perso e ingegnere solo quando capita. Appassionato di sport e di musica (suona il pianoforte per far colpo sulle tipe), sembra anche che ogni tanto lavori ma pare più una leggenda.

Dall'idea alla realizzazione di un progetto: cos'è un "Incubatore" ultima modifica: 2016-01-12T10:52:59+01:00 da Paolo Gerini


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